I nostri pazienti sanno quanto teniamo a questo aspetto
È sempre stato così dai tempi in cui neolaureato lavoravo in via Antonelli ed i pazienti si sorprendevano di vedere davanti alla poltrona odontoiatrica quella specie di forno e potevano osservare come già allora in quelle condizioni poco agevoli, ci impegnavamo a sterilizzare tutto ciò che poi finiva loro in bocca. Erano quelli i tempi in cui purtroppo l’eziologia di malattie come l’Epatite B trovava spesso la possibilità del contagio dopo interventi odontoiatrici e noi già allora sterilizzavamo con cura. Poi nel 1989 venne il nuovo Studio in viale Sestini progettato con criteri ergonomici tuttora validi secondo gli insegnamenti del prof. Guastamacchia, e nacque la Sala di Sterilizzazione, un’unità a sé stante dove iniziammo con due autoclavi e gli ultrasuoni e dove oggi trovano posto il termodisinfettore, la macchina per la manutenzione e la pulizia di manipoli, contrangoli e turbine, la sigillatrice e quattro autoclavi in classe B.
Oggi grazie alla vaccinazione diffusa il rischio di contrarre un’epatite B si è molto ridotto ma quanto a sterilizzare la guardia non può mai essere abbassata, si pensi per esempio a quante malattie si potrebbero contrarre con l’uso sciagurato di ferri non sterili, oltre alla B ci sono tutte le Epatiti per cui non sono disponibili i vaccini, l’AIDS, un’esagerazione di altri virus e batteri come quello della tubercolosi tornata alle cronache mediche da almeno dieci anni.
La nostra linea di sterilizzazione da oggi funziona così: i ferri utilizzati per ogni paziente e raccolti nel vassoio dedicato ad ogni intervento, dalla semplice visita alla chirurgia, vengono inseriti nel termodisinfettore che automaticamente li lava e li passa negli ultrasuoni per ottenere il massimo della pulizia ed infine li porta a 90° per disinfettarli; dopo l’asciugatura vengono imbustati negli appositi sacchetti di sterilizzazione in kit dedicati ad ogni tipo di intervento che dovremo effettuare e sterilizzati nelle nostre autoclavi ottenendo il 100% di sicurezza di sterilizzazione. I manipoli, i contrangoli e le turbine (comunemente chiamati trapani) invece vengono inseriti nel manutentore che li lava e li lubrifica in movimento in modo da poter pulire anche i condotti interni e poi anche loro vengono imbustati e sterilizzati e così conservati fino all’utilizzo.
Il tutto è poi certificato dalle registrazioni dei cicli di sterilizzazione che conserviamo in doppia copia su due diversi supporti digitali.